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martedì 6 settembre 2011
domenica 4 settembre 2011
Estate 6
Valle dei templi
Si cammina nel tempo con il sole a picco, alla ricerca di ombre di mandorli.
Templi e statue di Mitoraj , dal loro rifugio fuori dal tempo,
ci guardano vagabondare esausti, barcollanti come cani randagi.
Immaginiamo la valle coi mandorli in fiore
E una brezza sussurra
di uomini antichi che non sono più,
di racconti dalle radici della terra,
di ciò che stava sopra e che ora sta sotto,
meraviglie, tesori, amori, miserie e grandezze.
Per un attimo Immaginiamo la valle coi mandorli in fiore,
visione o forse solo delirio
Racconta e sussurra la brezza
e invita e tornareEstate 5

Palermo e l’ineluttabile.
È come se tutto lo splendore passato fosse la causa logica del declino di oggi.
Il prezzo dei palazzi restaurati come gioielli sono le palazzine mezze crollate sotto i bombardamenti e mezze abitate; le piazze ingombre di immondizia equilibrano le ville, piazze come splendidi giardini arabi;
il degrado e lo squallore come il prezzo per la bellezza raffinata, il prestigio, la cultura.

Così come allo splendore dei mosaici della Cappella Palatina , che celebra il secolo magico in cui musulmani e cristiani convivevano pacificamente, un pieno di senso e non solo di splendore, a cui fa da contrappunto il tufo spoglio, quasi luminoso e spirituale dei chiostri normanni, da San Giovanni degli Eremiti a San Cataldo. Spoglio e opulento, oro e luce su pietra nuda, pulizia e degrado si specchiamo e si bilanciano uno nell’altro in questa città .
I continui rimandi all’Islam , alle costruzioni arabe, nei decori ma anche nelle soluzioni costruttive parla di possibilità, là dove uno scambio, un dialogo c’è stato.
Chiese e Moschee, palazzi e mercati creano l'anima della città.
Estate 4
Alba di luce arancione,
campi e ombre indistinte
ci accompagnano.
Lungo il cammino sorge un sole infocato, arancione intenso.
Aeroporto e attesa (ma quando inventeranno il teletrasporto?),
Verona- Palermo
Sotto di noi la terra lascia quasi subito spazio al mare,
un azzurro identico di cielo, sopra e sotto,
e buffe nuvole bianche,
minuscole, quasi da fumetto,
scie di barche leggere giù in basso.
Si disegna piano una linea di costa, confusa,
poi sempre più nitida.
Nell’acqua distingui onde come piccole increspature in un bicchiere.
Il mare è calmo e verrebbe voglia
di scendere giù e sfiorarlo appena, come una carezza.
Nel blu macchie azzurro intenso,
un desiderio di mare irrisolto che ci porteremo dietro lungo tutto il viaggio.
Poi spiaggia secca, strada e stoppaie riarse.
Si atterra,
ed è il contrasto di brullo e di mare che rimane negli occhi,
l’aria rovente sulla pelle.
sabato 27 agosto 2011
Estate 2

Invito arrivato all'ultimo,
casotto in riva al PO,
amici di amici,
tutti intorno ad un tavolo i riamsti ferragostiani.
Grigliata : un classico
Le strada deserta sotto il solleone.
Una minuscola casetta isolata dal verde,
grigliata e racconti di vacanze,
storie di pioggia, whisky , birra e castelli di una scozia appena lasciata.
Fal locale più vicino arriva musica,
un mix dialettale di uva fogarina, vendemmie e regge,
il caldo e la luminosità mi disturbano lo sguardo,
il fiume scorre placido nell'aria arroventanta,
accarezza la spiaggia di fronte,
dove si improvvisa una grigliata.
Il nostro casotto sembra un'oasi,
separato da tutto da una siepe ombrosa
e una brezza leggera.
tutti si chiamano per soprannome,
è normale qui fra la gente della Bassa.
Il posto, la musica, mi sembra di essere nel luogo giusto,
una sorta di rito che si ripete nel tempo
e per questo mi fermo a parlare e ad ascoltare
anche dopo che Aurora è andata via.
Arriva un messaggio,
un invito forse, che dice e non dice.
Solo un nome è chiaro Ascanio Celestini.
E scappo dalla compagnia
per correre in macchina ad un appuntamento,
poi con un amico via di nuovo verso l'appennino,
alla ricerca di un paesesello a me sconosciuto.
A valle i capannonni delle ceramiche sembrano irreali nella
solitudine ferragostiana,
grandi e ingombranti rovinano ciò che sarebbe vallata,
paesi, strade.
All'arrivo spettacolo ferragostiano di ascanio celestini.
Mi piace il suo pensiero,
acuto, sempre un passo avanti,
sempre una visone chiara in questa confusione,
un pensiero coerente,
merce rara oggi.
quella risata che sà di amaro
del ridere di noi, del nostro riconoscerci.
Si rientra fra pensieri e fuochi d'artificio fra le strade tortuose che scendono verso Modena.
Estate 1
Sabato sera sul lago
si parte in un bel gruppetto,
Sara, dell'unica coppia del gruppo, vuole movida
(ah queste donne impegnate che voglion tutto!)
vuole Desenzano
Ma al lago sembra esserci il mondo
e già all'uscita dell'autostrada la meta sembra ardua.
Non demordiamo,
e riusciamo pure nell' impresa di trovare parcheggio,
lontano, ma si trova.
Dopo la cena (eh si riusciamo pure a trovare tavolo da 8 senza aver prenotato!)
un lungolago super affollato,
quasi rimini, quasi riviera.
Poi capiamo: 23.30 fuochi d'artificio.
La folla si accalca sul bordo del lago e pure noi,
nonostante folla e caldo, ci accalchiamo.
Non sò perchè ma subisco da sempre il fascino dei fuochi artificiali,
cosa da bambini,
ma la sorpresa per quelle luci colorate che appaiono
e durano un attimo,
quasi visione, mi strega sempre.
Amo l'attimo dopo.
Dopo il culmine e appena prima della sparizione,
quello smorzarsi al ralenty di luce e colore
che dura appena un attimo,
la decadenza insomma,
quel precario senso di stare per scomparire,
l'attimo prima.
Il cielo sembra uno sbocciare di luci colorate come fiori.
"Nella serata di sabato 13 agosto 2011 il Lago di Garda potrebbe entrare nel Guinness World Record. E’ previsto uno spettacolo di fuochi d’artificio (verso mezzanotte) in contemporanea in tutti i paesi del Lago di Garda cercando di realizzare così il più grande festival pirotecnico d’Italia. La serata è chiamata “La Grande Notte delle Stelle”"
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