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venerdì 15 aprile 2011

Settimana della cultura: aperture gratuite

Ecco alcune delle sedi museali aperte gratuitamente in questi giorni:

Mantova - Archivio di Stato
Mantova - Palazzo Ducale
Mantova - Museo Archeologico Nazionale
Modena (MO) - Galleria, Museo e Medagliere Estenseaperta tutti i giorni dal 9 al 17 aprile con orario: 8.30 – 19.30; sabato 9 aprile apertura continuativa fino alle ore 24.00
Sassuolo (MO) - Palazzo Ducale
apertura: sabato 9 e sabato 16 aprile ore: 15 - 18; domenica 10 e 17 aprile ore: 10 – 13 e 15-18

Langhirano (PR) - Castello di TorrechiaraLunedì chiuso; martedì ore 10.30-19.30; mercoledì, giovedì, sabato ore 8.30-19.30; domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura)
Parma - Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Camera di San Paolo
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Galleria Nazionale
apertura da martedì a domenica ore 8.30 –14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Museo Archeologico Nazionale
Il museo è aperto da martedì a domenica dalle ore 9.00 alle 14.00 con riapertura pomeridiana dalle ore 15.00 alle 18 .00 nelle giornate di giovedì e sabato
Parma - Museo Bodoniano
dalle ore 9.00 alle 13.00 dal lunedì al sabato (su prenotazione)
Parma - Teatro Farnese
apertura ore 8.30 - 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso

Settimana della cultura

Segnalo dal sito dei beni culturali:

XIII Settimana della Cultura - 9/17 aprile 2011

L’Italia è un Paese dallo straordinario patrimonio artistico e culturale. Si tratta di un tesoro dall’inestimabile valore che abbiamo avuto il privilegio di ricevere in eredità dai nostri antenati nel corso dei secoli. Questa fortuna risulta ancora maggiore potendone godere gratuitamente per nove giorni, dal 9 al 17 aprile prossimi. E’ quello che succede durante la Settimana della Cultura, giunta alla XIII edizione, che ogni anno apre gratuitamente le porte di musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale.
In tutta Italia, oltre 2.500 appuntamenti tra mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori italiani e stranieri.

Inoltre grazie al progetto “Benvenuti al Museo” che vede la collaborazione con il Centro per i servizi educativi del museo e del territorio del MiBAC circa 750 studenti di istituti tecnici e professionali per il turismo, licei linguistici e istituti alberghieri saranno coinvolti presso alcuni dei principali musei statali italiani per attività di accoglienza al Museo per i visitatori italiani e stranieri, distribuzione di materiali informativi, assistenza alle attività educative.

“L’Italia – dichiara il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan - è il frutto della millenaria stratificazione delle numerose civiltà che si sono sviluppate sul suo territorio. Ognuna con i suoi caratteri originali, ognuna con le sue peculiarità ha contribuito a plasmarne il paesaggio, a edificarne i centri abitati, a organizzarne gli insediamenti rurali. Tutte hanno avuto un ruolo determinante nel forgiare il nostro essere italiani, arricchendo al contempo il nostro patrimonio artistico con opere e strutture civili e religiose. La settimana della cultura è un’ottima occasione per tutti i cittadini di riappropriarsi di questo patrimonio, visitando musei, siti archeologici e monumenti e riscoprendo, nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, il senso profondo della propria appartenenza alla comunità nazionale”.

domenica 14 novembre 2010

A Correggio Umberto Orsini in difesa del diritto alla cultura


Umberto Orsini fotografato da Tiziano Ghidorsi
Venerdì sera c’è stato un incontro al Teatro Asioli di Correggio  per la mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura. Rita Carrozza, assessore alla cultura, e  Alessandro Pelli, direttore del teatro, hanno ricordato al pubblico intervenuto che il settore culturale e creativo genera 40 Mld di Pil, a fronte di un investimento di 5,5 Mld di spesa pubblica. La chiusura degli istituti culturali  decisa in questa giornata, seppure a malincuore, fa capire come potrebbe essere il futuro. Il disinvestimento è una scelta politica. Volendo tralasciare il valore di fattori come la crescita personale e lo sviluppo del senso critico e portando avanti un discorso puramente economico, si disinveste in quei settori che generano creatività ed innovazione, indispensabili per competere nel futuro. Si dimentica di dire che la cultura occupa 234.000 artisti e professionisti a cui si aggiungono 146.000 tecnici.
La compagnia Emilia Romagna Teatro, che in questi giorni sta facendo le prove dello spettacolo “La resistibile ascesa di Arturo Ui” di Bertold Brecht si è unita alla mobilitazione, capitanata dall’attore Umberto Orsini ed il pubblico è stato invitato ad assistere ad uno spezzone di prova aperta. Un istrionico Orsini ha spiegato che lo spettacolo debutterà a fine Marzo a Roma al Teatro Argentina e poi viaggerà per i teatri del paese. Dovrebbe essere nel cartellone nella prossima stagione. La compagnia è giovane e numerosa, lo spettacolo complesso e forte: potrebbe essere uno degli ultimi sforzi produttivi se non interverrà un cambiamento di rotta. Ricorda che loro sono lavoratori, tecnici, maschere, addetti alle programmazioni, una massa enorme di persone, per cui tagliere la cultura non è togliere un di più, ma significa eliminare posti di lavoro. Ai tagli al fondo unico per il finanziamento dello spettacolo, si uniscono i tagli ai principali co-finanziatori: comuni, province e regioni. Il teatro e la cultura  non hanno un prezzo di mercato ma sono beni a cui il cittadino ha contribuito con le tasse, come la scuola, la salute. Permettono di migliorare se stessi e di imparare cose nuove. Già adesso ci sono sforzi e sacrifici per tenere aperto un teatro. C’è il concreto pericolo che i tagli portino ad offrire un prodotto più basso e ristretto, meno “aggressivo”, che quindi non rimane nella storia. L’attore spiega che la sua formazione teatrale viene da una storia, da cose che sono avvenute e che avevano importanza, consistenza. Fare bene  le cose è fare bene a se stessi e al paese. Aggiunge che loro sono i veri precari, da sempre, di un lavoro che non c’è, che devono costruire ed inventare giorno dopo giorno e continuare a farlo. Pelli ricorda che metà dei lavoratori dello spettacolo lavora con partita iva, mentre un quarto dei rimanenti ha contratti atipici selvaggi. La serata si è conclusa con un brindisi informale tutti insieme.
La serata ha creato una  forte variazione nella percezione del teatro: da istituzione a cosa di tutti, anche nostra. Occorre difendere ciò che si ha, per non rinunciare a servizi culturali preziosi.