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mercoledì 1 febbraio 2012

Massimiliano Gioni : l'uomo di cui si parla

Il curatore del momnto di cui tutti parlano
bio dal sito della Biennale di Venezia, curerà nel 2013 la Biennale d'arte

CENNI BIOGRAFICI
Massimiliano Gioni
(Busto Arsizio, 1973) è curatore e critico d'arte contemporanea.
Nel 2010 ha diretto la ottava Biennale d’Arte di Gwangiu in Sud Corea, essendone il più giovane direttore nonché il primo europeo. Da dicembre 2007 fa parte dello staff dei curatori del New Museum of Contemporary Art di New York, dove è Capo Curatore e Associate Director.
Curatore nel 2003 della sezione “La Zona” per la 50. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, nel 2004 è co-curatore della biennale di arte contemporanea itinerante Manifesta 5 e nel 2006 ha curato la 4. Biennale di Berlino con l'artista Maurizio Cattelan e la curatrice Ali Subotnick.
Dal 2003 è il direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi di Milano.
Nel corso della sua carriera si è occupato della realizzazione di molti progetti indipendenti: ha fondato la rivista Charley e aperto uno spazio espositivo non profit, la mini galleria itinerante Wrong Gallery, inizialmente allestita nel 2002 a New York e spostata nel 2005 alla Tate Modern di Londra.
Tra le mostre da lui curate si annoverano “Ostalgia”, “Urs Fischer. Marguerite De Ponty”, “The Generational” e “After Nature” al New Museum di New York e numerose mostre personali organizzate con la Fondazione Nicola Trussardi tra cui: “One of many” di Pawel Althamer, Arena Civica, Milano; “Still Life” di Tacita Dean, Palazzo Dugnani, Milano; “Altri fiori e altre domande” di Peter Fischli & David Weiss, Palazzo Litta, Milano; “My Religion is Kindness” di Paola Pivi, Stazione di Porta Genova, ex Magazzini, Milano; “Tino Sehgal”, Villa Reale, Milano.
Caporedattore di Flash Art a New York dal 2000 al 2002, ha collaborato con le riviste Artforum, Domus, Frieze, Parkett, Rolling Stone, Wired e con le case editrici Charta, Mondadori, Phaidon, Les Presses du Reel e Rizzoli.

giovedì 6 ottobre 2011

Biennale di teatro a Venezia

Al via il 41. Festival   /   41st International Theatre Festival

Ha inizio lunedì 10 ottobre (fino a domenica 16) il 41. Festival Internazionale del Teatro, diretto da Àlex Rigola e pensato come “agorà del teatro”: tra i migliori nomi delle arti della scena, segnaliamo gli spettacoli di Rodrigo García (13), Calixto Bieito (15), Josef Nadj (15), Virgilio Sieni (16).
Laboratori, conferenze, incontri - con in media 5 avvenimenti al giorno per un totale di oltre 40 appuntamenti - si integrano al Programma di spettacoli e diventano parte essenziale del Festival.
Cerimonia di consegna del Leone d’oro alla carriera e Leone d’argento: lunedì 10 ottobre alle ore 15.30, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale (Ingresso su invito, prenotazione obbligatoria Tel. 041 2728319 (lun > sab h15-19) e-mail teatro41@labiennale.org).
La sezione Young Italian Brunch presenterà – nell’inconsueto orario dell’ora di pranzo – cinque tra le più stimolanti e originali compagnie della giovane scena teatrale italiana.

Programma completo http://www.labiennale.org/it/teatro/programma2011/

venerdì 29 luglio 2011

Marco Paolini : Venezia come palcoscenico



Marco Paolini torna in scena a Venezia - e proprio la città sarà il suo palcoscenico - in un nuovo allestimentoo de Il milione, quaderno veneziano (che avevo già visto a Boretto e che mi ha colpita per il profondo amore e scambio con il territorio)

24 e 25 agosto 2011
Campo San Trovaso - Venezia

1 e 2 settembre 2011
Campo Madonna dell’Orto - Venezia

Torna a Venezia, tra campi e mestieri, Il Milione, quaderno veneziano di Marco Paolini , un progetto di Jolefilm che verrà realizzato in collaborazione con Città di Venezia, Venezia Spettacoli, il polo nautico Vento di Venezia e Confartigianato Venezia.

Marco Paolini riallestisce lo spettacolo dedicato a Venezia “Il Milione, quaderno veneziano”, con una formula più sobria e più semplice, scegliendo campi meno frequentati da turisti, ma fortemente legati con i veneziani che vivono la città e vi lavorano.
Campo San Trovaso, che offre come palcoscenico naturale il Ponte della Scossera che vi si affaccia e accanto al quale sono presenti gli squeri delle gondole; e Campo Madonna dell’Orto che offre la possibilità di usare come palcoscenico una barca e accanto al quale vi sono officine fabbrili e le officine di riparazione motori.
Alcuni artigiani verranno coinvolti nel progetto: a loro è infatti chiesto di offrire la possibilità di visitare il loro cantiere e di tenere una “lezione” del loro mestiere, attraverso una conversazione pubblica con Marco Paolini.
L’affluenza del pubblico alle serate sarà regolata da un biglietto a pagamento; per le “lezioni” in officina invece la partecipazione sarà libera ma per un numero limitato di persone (compatibile con gli spazi di lavoro).

martedì 19 luglio 2011

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti a Venezia

Musica Nuda







Sabato 23 luglio 2011, ore 21.30 a Palazzo Grassi
Musica Nuda
Petra Magoni: voce e Ferruccio Spinetti: contrabbasso
Nell'atrio grande di Palazzo Grassi il duo Musica Nuda di Petra e Ferruccio propone per la prima volta una composizione originale di brani inediti  usando solo ed esclusivamente contrabbasso e voce. "COMPLICI" è un disco di canzoni, un disco sobrio che non punta a stupire, semplicemente Petra e Ferruccio si fanno "stumento", veicolo di messaggi ed emozioni, parlano fra loro e soprattutto con l'ascoltatore.

Oltre alle 11 tracce inedite che racchiudono in sé l'essenza del nuovo progetto discografico, Petra e Ferruccio hanno voluto inserire 3 cover: "Mirza" di Nino Ferrer,"Mon Amour" di H. Salvador (in lingua francese) e "Felicità" di Lucio Dalla (in italiano). Oltre a Magoni e Spinetti figurano tra i parolieri Pacifico, Max Casacci dei Subsonica e Luigi Salerno.

Informazioni pratiche:
Poltronissima 40 €
Platea Atrio Grande 30 €
Platea Atrio Piccolo 25 €
Prenotazione sul sito http://www.boxol.it/
Per informazioni : Veneto Jazz - Tel. +39 0423 452069
jazz@venetojazz.com - http://www.venetojazz.com/

domenica 26 giugno 2011

Padiglione Latino Americano



Oltre all'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia, alla Biennale di Venezia anche l'Istituto Italo- Latino Americano (IILA) nel padiglione dedicato all'America Latina festeggia i 200 anni dell'indipendenza dell'America Latina. Lo fa con misura e con rigore, riuscendo ad infondere al padiglione una forza epica, lontano anni luce da ciò che ha proposto l'Italia (il confronto sorge spontaneo: entrambi gli spazi sono all'Arsenale). Piace l'inventiva, l'idea di un'epopea, di una stagione senza certezze e con molti rischi, il senso di un'avventura necessaria;  una comunicazione che passa nel tempo con grande immediatezza.
 "Entre Siempre y Jamás" (Fra sempre e Mai), il titolo dell'istallazione, è una citazione dal poeta Uruguayano), il titolo dell'istallazione, è una citazione dal poeta Uruguayano), il titolo dell'istallazione, è una citazione dal poeta Uruguayano Mario Benedetti . Il progetto riscopre il concetto di indipendenza e ne indaga il significato nelle sue influenze sociali e culturtali, dai legami che dal passato arrivano fino al presente.

Le ILLUMInazioni di Luigi Ghirri

Fra gli artisti selezionati per la 54. Mostra Internazionale d’Arte a Venezia “ILLUMInazioni” curata da Bice Curiger c’è il fotografo scandianese Luigi Ghirri (1943-1992). 24 immagini si susseguono al Padiglione Centrale ai Giardini, in cui la fotografia gioca con la realtà e con l’osservatore in una provocazione che porta ad interrogarsi su cosa sia reale. Scatti che lasciano il dubbio fra casualità e immagine costruita, fra natura e paesaggio umanizzato; paradossi che a volte si rivelano dei veri e propri cortocircuiti. Fotografie sospese, a tratti metafisiche, che incantano: è  uno sguardo che indaga i luoghi comuni, ciò che spesso etichettiamo velocemente come “già visto”. Invece le immagini di Ghirri obbligano a guardare con attenzione, ed ecco che le cose mostrano una loro nascosta e inaspettata poetica. Riescono a cambiare il modo di vedere il mondo che ci sta intorno. Un lavoro spesso in bilico fra arte concettuale e metafisica, ma con una vena di ironia dadaista. Guardando le immagini tornano alla mente alcune frasi, tratte da “Lezioni di fotografia” (Quodlibet Edizioni), in cui lo stesso Ghirri spiega l’essenza del suo lavoro: “Tra quello che si vede nella realtà e ciò che appare in una fotografia c'è sempre, dunque, uno scarto (…) La fotografia, come la scrittura, ha una sua ambiguità, un suo lessico, una sua logica interna, un suo ritmo, tutti valori che non appartengono a una fotocopia”. L’amico Gianni Celati aggiunge: “Tutti i tipi di foto costituivano per Luigi un alfabeto (…). A Reggio Emilia Luigi non insegnava la foto come arte separata dal resto, ma come appartenente a un alfabeto dove si collegano varie abitudini del vedere, e in cui riconosciamo un mondo abitabile.
Una lezione partita da Reggio che è patrimonio di tutti.

Foto di Luigi Ghirri

mercoledì 22 giugno 2011

Incontri veneziani: Sandra Binion


La Biennale di Venezia è anche occasione per incontri, sguardi e confronti, liberi e trasversali fra chi fa arte, chi la vende, chi ne scrive e chi è curioso.  Ho incontrato l'entusiasta artista americana Sandra Bionion. Uno sguardo aperto e curioso su tutto ciò che avveniva intorno.

Sandra Binion (1949) è un'artista interdisciplinare.  Si esibisce in live performance oppure attraverso opere video, altre volte con opere fotografiche tradizionali oppure dipinte. Attualmente le sua vocazione interdisciplinare si manifesta in mostre che raccolgono tutto questo in un solo momento di interpretazione poetica di luoghi amati. Vive a Chicago ma passa parecchio tempo in giro e ama l'Italia . 

Mi racconta che il suo processo creativo iniza proprio del camminare, cercare e fare esperienza , nelle strade delle città,  nei giardini, nelle spiagge e in campagna. All'interno e all'esterno. Trova cose, oggetti, come bacche che si stanno seccando, fiori che stanno appassendo, frammenti di legno, tessuti indossati e palloni usati. Ciò che mi colpisce in questi oggetti è che il mondo li ha utilizzati, sono stati scartati, disintegrati, scoperti e poi riprosti. Questo crea il loro dialogo imprevedibile.

Domenica sarà a Mantova, per una mostra evento organizzata da Lucio Pozzi, artista italiano che ha trovato fortuna in America. Sabato andremo insieme a vedere la Fondazione Maramotti a Reggio.

domenica 19 giugno 2011

De Dominicis alla Cà d'Oro



La Cà d’Oro, bellissimo palazzo-museo lascito del collezionista Giorgio Franchetti, insieme alla sua meravigliosa collezione el canal Grandeospita le opere della  prestigiosa collezione Koelliker di Gino De Dominicis.  La mostra fortemente voluta e curata da Sgarbi, è un raffinato gioco di specchi fra due collezionisti e due collezioni, con esiti sorprendenti: l’oro metafisico delle opere di De Dominicis dialoga con l’oro delle cornici e degli sfondi dell’arte antica, in un gioco di richiami affascinate. Gino De Dominicis, artista e filosofo, fuori dagli schemi e con una forte attenzione a temi come l'eternità, il tempo, il mito, l'immortalità.
    

dedominicis2
Con la mostra Teoremi figurativi, Gino De Dominicis parteciperà al Padiglione Italia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia quale iniziativa speciale a Venezia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Le opere di De Dominicis saranno esposte all’interno della nobile cornice storica della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro dal 5 giugno al 30 settembre 2011.

Venezia on the road 3



Future Pass
Abbazia di San Gregorio, Dorsoduro 172
Palazzo Mangilli-Valmarana, Cannaregio 4392 (Campo Santi Apostoli)
dal 4 giugno al 6 novembre
Oltre 100 artisti, asiatici e non, che offrono una panoramica sulla nuova estetica proveniente dall’Asia interpretando la loro relazione con il resto del mondo: un possibile accesso al Futuro, all’insegna della cultura digitale del XXI secolo, dell’eclettismo e della contaminazione di generi e discipline. In pratica una vera e propria invasione di personaggi da manga giapponese all'interno di un meraviglioso palazzo veneziano perfettamente ristrutturato. Da non perdere: la vista della cupola di Santa Maria della Salute dai finestroni al primo piano!



 
 
Glasstress 2011
Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, Campo Santo Stefano 2847
Glasstress ha come tema il complesso rapporto che lega l'arte contemporanea e il vetro, materiale strettamente legato alla storia della città. La mostra affronta questo tema attraverso sculture in vetro di importanti artisti internazionali e attraverso oggetti-scultura realizzati da designer, la cui ricerca formale è condizionata dalla funzione d’uso dell’oggetto.

sabato 18 giugno 2011

Art Night Notte bianca a Venezia

La prima edizione di art night venezia, la prima notte bianca nella storia della città  sabato 18 giugno 2011. Dal calar del sole e sino al fatidico scoccare della mezzanotte, l’arte libererà la notte e insieme libererà Venezia: dai fantasmi di una decadenza etichettata come irreversibile, dallo stereotipo di città dei vecchi e dagli infiniti luoghi comuni, forse più raccontati che reali, che vogliono Venezia città museo, imbalsamata e quindi morta. Il tutto a favore di una Venezia giovane e dei giovani, una città che crea futuro, un futuro di cui continua ad essere riferimento vitalissimo e non solo esempio storico.
Non è un caso se a promuovere art night Venezia sia una Università, quella di Ca’ Foscari, Università che negli ultimi tempi si è messa a dialogare sistematicamente con tutte le istituzioni cittadine e allo stesso tempo ha esponenzialmente aumentato non solo la progettazione ma anche la realizzazione di eventi culturali.

E’ online il sito internet dedicato alla manifestazione con mappa ed elenco degli enti coinvolti e le attività da loro organizzate in occasione di art night venezia : http://virgo.unive.it/artnightvenezia/

Reggio al padiglione Italia

Un fotografo reggiano, Bruno Cattani, a tener alto il nome reggiano al padiglione Italia. Belle fotografie, se sente la scuola di Ghirri, ma con una dose di poesia nostalgica. Questa la mia foto preferita :

venerdì 17 giugno 2011

Padiglione Italia

Tante le polemiche sul padiglione Italia dal momento che la scelta curatoriale è caduta su Vittorio Sgarbi. Il bello della Biennale è che tutto è concesso. E le polemiche sono certe in ogni caso.
Del padiglione si è detto molto.  Segue un principio innovativo: chiedere ad intellettuali in capi diversi del sapere di fare il nome di un artista contemporaneo, a loro giudizio, meritevole. Questo senza ulteriori filtri (ma ad onor del vero con qualche "infiltrato"). 
Il padiglione è una sorta di enciclopedia, uni stato delle cose nell’arte contemporanea in Italia.
Mostra una iper ricchezza di idee, modi, stimoli diversi e involontariamente è un’allegoria straordinaria della ricchezza ma anche della confusione totale del nostro paese. La ridondanza, il troppo che stanca e affatica la visione è lo stresso fastidio dei media, della politica, della vita italian. Questo mi sembra il merito maggiore seppure inconsapevole. Mostra tanto, troppo; chiede pazienza e di guardare per cercare qualcosa. Permette a tutti di trovare qualcosa da salvare o da criticare. Racconta questa Italia in cui la bellezza te la devi andare a cercare; è faticoso, così come lo è il paese ora, ma anche inventivo, vario.
Infastidisce la sovrabbondanza di opere, l’assenza di spazi, ma non credo ci si potesse attendere minimalismo da Sgarbi. Fra le opere, tanti gli omaggi al 150 anniversario. Si nota la cura e lo spazio  per il Museo della Mafia, allestito come  i musei della tortura ad esprimere tutta la critica ad un sistema di violenza e soppraffazione.


Proprio la ricca offerta di spazi a Venezia legati al mondo della moda ed impegnati a esporre e promuovere gli stessi artisti “chic” (Koons, Kapoor, Hirst, Cattelan per fare qualche nome) è stato il fulcro dell’attacco di Vittorio Sgarbi, che dichiara di presentare nel padiglione gli artisti italiani, senza distinguo di quotazioni e mode.

Notte Bianca a Venezia il 18 Giugno

Sabato 18 giugno la Collezione Peggy Guggenheim si unisce alla programmazione di
art night venezia
, la prima notte bianca nella storia della città lagunare. Protagonisti della serata saranno tutti i tradizionali luoghi dell’arte: musei, gallerie, spazi pubblici e privati, insieme alle storiche istituzioni musicali. E la Collezione Peggy Guggenheim non poteva mancare ad un appuntamento del genere, dove, a farla da padrona, è l’arte, anzi le arti. La Collezione si unisce alla programmazione di art night venezia con un ricco programma di visite guidate e laboratori per bambini, fino allo scoccare della mezzanotte.

Dalle 18 alle 24, i visitatori potranno accedere gratuitamente al museo e alla mostra Ileana Sonnabend. Un ritratto italiano, e avranno la possibilità di scoprire la collezione di Peggy Guggenheim, l’esposizione temporanea e il giardino delle sculture Nasher con una serie di visite guidate gratuite, sia in italiano che in inglese, che si svolgeranno con cadenza oraria, dalle 18 alle 23, secondo il calendario a seguire. Per le visite non è necessaria la prenotazione.

giovedì 16 giugno 2011

Biennale on the road 2

Si torna per le strade, a girare per Venezia. Tanto la Biennale si è diffusa nella città-labirinto con naturelazza, dalle zone più turistiche a quelle più nascoste. Accanto ai Magazzini del Sale, alla fine della bella passeggiata lungo la Fondamenta della Zattere, due location interessanti fra gli eventi collaterali della Biennale.IL padiglione della Catlogna e Isole Baleari presenta Mabel palacin 180°l’. L'artista Mabel Palacín, ha spiegato che “le immagini nell’attualità non esistono una sola volta ma sono destinate a riprodursi e a circolare, e su ciò coincidono molte tradizioni: cinema, fotografia, testo ... 180º raccoglie quest’idea partendo da una sola immagine filmata e narrata da diversi punti di vista e racconta molte storie partendo da un’unica immagine”.

A fianco "The future of a Promise" esposizione degli artisti contemporanei del mondo arabo, analizza le promesse sociopolitiche e culturali che definiscono oggi il mondo arabo, ed esamina il modo in cui gli artisti selezionati si rapportano con l’incertezza in uno scenario in rapida evoluzione. Una mostra molto legata all'attualità dei cambiamenti e delle promesse di futuro che stanno cambiando il mondo Arabo.

Bellissimi i locali e iul piccolo museo del Cicolo Canottieri Bucintoro, dove se si ha fortuna, si possono
ascoltare storie di regate e vedere le imbarcazioni storiche. 

Frammenti 6





"Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti : uno in Calle dell'Amor degli Amici; un secondo vicino al Ponte delle Meravegie; un terzo in Calle dei Marani a San Geremia in Ghetto. Quando i veneziani (e qualche volta anche i maltesi..) sonos tanchi delle autorità costituite, si recano in questi tre luoghi segreti e aprendo le porte che stanno nel fondo di quelle corti, se ne vanno per sempre in posti bellissimi e in altre storie"

Favola di Venezia - Higo Pratt

Frammenti 5

Un passaggio attraverso una porta aperta.
Un varco verso l'al-di-là.
La soglia del pensiero.
L'espansione della percezione.
L'energia del vuoto.
Il potere ddell'inizio.
Tra è l'esperienza del Divenire.

(presentazione della mostra Tra- The edge of becoming)

mercoledì 15 giugno 2011

Tra - The edge of becoming al Museo Fortuny

 
Al Museo Fortuny, una delle più belle location veneziane, è stata inaugurata la mostra “TRA- edge e becoming”, in bilico fra occidente e oriente gli artisti indagano i vari significati del passaggio, da quello fra vita e morte alla trasformazione. anche la mostra è tutto un divenire, un percorso molto personale.

La prima meraviglia è il palzzo: lo si nota per la bellezza durante l'attraversamento del Canal Grande dal vaporetto, è appartenuto alla famiglia Pesaro, fu poi acquistato da Mariano Fortuny per farne la propria dimora e atelier di fotografia, scenografia e scenotecnica, creazione di tessili, pittura; di tutte queste funzioni esso conserva ambienti e strutture, tappezzerie, collezioni: dalla raccolta dei dipinti, ai preziosi tessuti che rivestono interamente le pareti, alle celebri lampade, tutto testimonia la geniale ispirazione dell’artista, il suo eclettico lavoro – tra sperimentazione, innovazione, qualità altissima di risultato - la sua presenza sulla scena intellettuale e artistica a cavallo tra ‘800 e ‘900. La dimora di un artista e collezionista eclettico, che viene donato al Comune da Henriette, vedova di Mariano, nel 1956 insieme alle collezioni dell'artista.


TRA. EDGE OF BECOMING è una mostra curata nei minimi dettagli che espone più di 300 opere presso Palazzo Fortuny, esplorando i collegamenti trasversali tra luoghi, storia, patrimonio creativo ed esperienza universale. L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al  27 novembre 2011.

La mostra trasforma i quattro piani di Palazzo Fortuny in un percorso espositivo dove il dialogo e l'interazione tra le opere, il visitatore e lo spazio stesso è di fondamentale importanza.  Sono esposti alcuni degli artisti più importanti al mondo, come Marina Abramovic, Miquel Barcelò, Eduardo Chilida, Fernand Léger e Kazuo Shiraga. Alcuni artisti hanno realizzato le loro opere appositamente per questa mostra, come Massimo Bartolini, Maurizio Donzelli, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Hiroshi Sugimoto, Kim Soo-Ja, Gunther Uecker e Carl Michael von Hausswolff.

Il titolo della mostra
TRA è stato scelto per i suoi tanti significati. In primo luogo, può essere letto al contrario per formare la parola “art”. Se considerato preposizione, il suo significato è proprio “nel mezzo” ed “ all'interno”, ed evoca allo stesso modo qualcosa che va “oltre” o “in avanti”. TRA è termine di uso comune anche in molte parole del Sanscrito come “mantra”, “tantra”, “yantra”.
TRA mette in relazione l'idea di purificazione attraverso una trasformazione rituale e creativa. Costituisce anche lo spazio tra due dimensioni ed evidenzia il momento di passaggio verso nuove esperienze. In questo senso, TRA si collega anche alla nozione giapponese di “ma” che indica il vuoto, uno spazio positivo tra due oggetti. Il sottotitolo della mostra, EDGE OF BECOMING (“Soglie del divenire”), si riferisce al vuoto che conduce ai possibili poteri dell'energia. TRA. THE EDGE OF BECOMING ricerca l'equilibrio guaritore e l'interazione creativa che spiega ogni inizio.

Biennale : incontri e pareri

L'incontro con la storica dell'arte Maria Sensi della Fondazione Burri di Città di Castello è una splendida occasione che non ci si lascia sfuggire: è la persona idele a cui fare domande e ottenere consigli :


 
1) Padiglione preferito e perchè
"Padiglione britannico (Mike Nelson lo ha trasformato in Büyük Valide Han, un caravanserraglio del XVII secolo dell’area Mercan di Istanbul). Mi è molto piaciuto il collegamento con un precedente lavoro eseguito a Venezia e il fatto di aver messo in rapporto le due maggiori città-emporio del Mediterraneo."

2) Opera preferita e perchè
"Il video di Christian Marclay, “The Clock”, dura 24 ore non stop, ed è un collage di film di tutto il mondo che rimandano all’orario che si sta dipanando nella vita reale."

3) Cosa non perdere a Venezia (un'opera, una mostra, un luogo,...)
"La mostra "TRA Edge of becoming",  ospitata a Palazzo Fortuny, un vero sogno tra opere dello stesso Fortuny e altri artisti di primaria importanza, il tutto in un allestimento davvero magico..."

De Dominicis alla Cà D'Oro



La Cà d’Oro, bellissimo palazzo-museo lascito del collezionista Giorgio Franchetti, insieme alla sua meravigliosa collezione el canal Grandeospita le opere della  prestigiosa collezione Koelliker di Gino De Dominicis.  La mostra fortemente voluta e curata da Sgarbi, è un raffinato gioco di specchi fra due collezionisti e due collezioni, con esiti sorprendenti: l’oro metafisico delle opere di De Dominicis dialoga con l’oro delle cornici e degli sfondi dell’arte antica, in un gioco di richiami affascinate. Gino De Dominicis, artista e filosofo, fuori dagli schemi e con una forte attenzione a temi come l'eternità, il tempo, il mito, l'immortalità.
    

dedominicis2
Con la mostra Teoremi figurativi, Gino De Dominicis parteciperà al Padiglione Italia alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia quale iniziativa speciale a Venezia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Le opere di De Dominicis saranno esposte all’interno della nobile cornice storica della Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro dal 5 giugno al 30 settembre 2011.