Ogni sera un ascolto teatrale tra repertorio, dirette dalla Sala A, e nuove produzioni. In queste trenta proposte teatrali abbiamo voluto dar conto delle migliori e più significative produzioni realizzate da Radio3 negli ultimi venti anni: a partire dal grande ciclo di Teatri alla Radio curato da Luca Ronconi tra il 1997/98, a cui sono seguiti quelli curati da Franco Quadri (Teatri alla Radio – Europa oggi), Mario Martone (Il terzo orecchio) e Franco Cordelli (Il Consiglio Teatrale); alle dirette dalla Sala A che hanno ospitato sin dal 2000 compagnie e artisti che poi hanno “preso il volo”, come Ascanio Celestini o Spiro Scimone. Abbiamo voluto riproporre alcuni preziosi pezzi d’archivio, come il Pinter di Camilleri con un Carlo Cecchi giovanissimo, o come il radiodramma di Giorgio Manganelli con Carmelo Bene. E abbiamo voluto dar conto anche dell’oggi, affidando ad alcune tra le più significative compagnie della scena contemporanea (Societas Raffaello Sanzio, Fanny & Alexander, Muta imago, Claudio Morganti) la realizzazione di quattro radiodrammi originali a cura di Rodolfo Sacchettini, e proponendo la registrazione di cinque spettacoli andati in scena nella stagione teatrale 2010/201, scelti sia per la loro vicinanza al mezzo radiofonico, sia per la loro riuscita artistica (prodotti da Accademia degli Artefatti, Compagnia della Fortezza, Area 06, Teatro di Dioniso, Egumteatro). Ad aprire e chiudere questo mese di teatro le dirette dalla Sala A di Via Asiago, diventate ormai un fiore all’occhiello della nostra programmazione teatrale. Il 30 ottobre la partenza è affidata a un grande attore delle nostre scene, Roberto Herlitzka, alle prese con Il paradosso sull’attore di Diderot; il 14 novembre in occasione del sessantesimo anniversario della tragedia del Polesine Maria Paiato ripropone una delle sue più belle interpretazioni La Maria Zanella, un monologo scritto da Sergio Pierattini, a cui è affidata l’ideazione e la regia della serata del 20 novembre con i radiodrammi scritti e interpretati dagli allievi del Centro Sperimentale di Cinematografia, che Radio3 ospita ormai da sette anni. Antonin Artaud è il protagonista della serata del 23 novembre, curata da Antonella Ottai e Paola Quarenghi, a cui partecipano Sandro Lombardi, Elena Bucci e Roberto Latini. A chiudere questo nostro mese di Tutto esaurito, il 30 novembre, una delle più giovani realtà della scena italiana, la Compagnia Punta Corsara, direttamente da Scampia sul palcoscenico di Radio3.
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giovedì 24 novembre 2011
Il teatro di radio tre
IL TEATRO DI RADIO3a cura di Antonio Audino e Laura Palmieri
mercoledì 23 novembre 2011
Domani radio tre
Domani sera alla radio un testo di Atzeni : bello...
Giov. 24/11/2011 ore 20.30
Bellas mariposas ovvero musica di parole per amore e per rabbiada Sergio Atzenicon Monica Demururegia Annalisa BiancoEgumteatro / Armuniaregistrazione 4/11/2011
Giov. 24/11/2011 ore 20.30
Bellas mariposas ovvero musica di parole per amore e per rabbiada Sergio Atzenicon Monica Demururegia Annalisa BiancoEgumteatro / Armuniaregistrazione 4/11/2011
Araud e il teatro alla radio
Questa la trasmissione di questa sera.
e mi è tornato in mente quando Elena Bucci mi stregò a Ravenna,
intensa viva e scintillante.
Mercoledì 23 novembre ore 21.00
in diretta dalla sala A di via Asiago, Roma Centro Teatro Ateneo – Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo Università La Sapienza di Roma, Servizio di Cooperazione Artistica e Culturale dell’Ambasciata di Francia, Accademia di Francia - Villa Medici, Teatro di Roma, SOFIA - Société française des intérêts des auteurs de l'écrit Serata radiofonica dedicata ad Antonin Artaud con interventi sonori di Gianluca Misiti
regia di Roberto Latini Lorraine Dumenil, Maia Giacobbe Borelli, Enrico Magrelli, Ferruccio Marotti
ideazione del progetto : Antonella Ottai e Paola Quarenghi Antonin Artaud
è una figura complessa, che ha influenzato profondamente il pensiero artistico contemporaneo. Con questa serata Radio3 gli rende omaggio seguendolo negli ultimi anni della sua vita: dal 1946, quando finalmente libero dall’internamento nella clinica psichiatrica di Rodez si trasferisce nella casa di cura di Ivry, al 1948 anno della sua morte. A Ivry Artaud vive un’intensa stagione artistica, documentata dalle centinaia di quaderni su cui scrive e disegna senza sosta. Proprio la pubblicazione in Francia di questi quaderni, che completa l’edizione delle opere curata da Évelyne Grossman, ha offerto lo spunto per una serie di manifestazioni che si svolgeranno a Roma, tra il 22 novembre e il 5 dicembre 2011: un convegno,
una rassegna di film scritti o interpretati da Artaud, uno spettacolo teatrale, seminari e questa serata
radiofonica in cui le vocalità di Elena Bucci, Roberto Latini e Sandro Lombardi daranno vita a immagini sonore tratte dagli ultimi scritti di Artaud e da testimonianze, mentre interventi di studiosi di teatro, letteratura e cinema aiuteranno a orientarsi nella straordinaria varietà di linguaggi in cui si esprime il suo pensiero poetico. Fra i testi scelti figura Pour en finir avec le jugement de dieu (Per farla finita col giudizio di dio), la trasmissione radiofonica registrata e vietata all’ultimo momento, che rappresenta uno dei rarissimi documenti in cui è possibile ascoltare la voce di Artaud. Il titolo della serata E non potrete dimenticarmi mai più è tratto da una breve composizione inizialmente destinata a questa performance.
Come altre opere dello stesso periodo anche Pour en finir è caratterizzata da un forte sentimento antireligioso, da una carica rivoluzionaria che sovverte le regole tranquillizzanti del pensiero comune, dall’ossessione di ridare all’uomo, attraverso l’arte concepita come intervento fisico sulla realtà, un’anatomia nuova, un corpo senza organi non più soggetto a quelle sofferenze che Artaud sperimentò nel corso di tutta la sua vita.
contributi critici
Radio3 in collaborazione con
E non potrete dimenticarmi mai più
con brani tratti dai suoi ultimi scritti e testimonianze
Elena Bucci, Roberto Latini, Sandro Lombardi
e mi è tornato in mente quando Elena Bucci mi stregò a Ravenna,
intensa viva e scintillante.
Mercoledì 23 novembre ore 21.00
in diretta dalla sala A di via Asiago, Roma Centro Teatro Ateneo – Dipartimento Storia dell’Arte e Spettacolo Università La Sapienza di Roma, Servizio di Cooperazione Artistica e Culturale dell’Ambasciata di Francia, Accademia di Francia - Villa Medici, Teatro di Roma, SOFIA - Société française des intérêts des auteurs de l'écrit Serata radiofonica dedicata ad Antonin Artaud con interventi sonori di Gianluca Misiti
regia di Roberto Latini Lorraine Dumenil, Maia Giacobbe Borelli, Enrico Magrelli, Ferruccio Marotti
ideazione del progetto : Antonella Ottai e Paola Quarenghi Antonin Artaud
contributi critici
Radio3 in collaborazione con
E non potrete dimenticarmi mai più
Elena Bucci, Roberto Latini, Sandro Lombardi
Il teatro alla radio
Una meraviglia in cui non mi capitava da tempo di imbattermi è il teatro alla radio.
Adoro la voce degli attori di teatro, il loro modo di parlare costruito ed ammaliante, che ti affascina e seduce mentre ti parlano. La radio riesce a trasmettere questa magia.
Questa sera tornando in auto, in un inizio di nebbia soffice ed ovattata, è capitato , per puro caso.
Provate e vedrete.
Un mese speciale come un omaggio ammirato a un mondo di idee, suoni, persone e insieme un’occasione, una sorta di lente d’ingrandimento su un mondo potente e sottovalutato. Fin dal titolo, TUTTO ESAURITO! vuole suonare come un augurio ironico ed empatico ma anche come la costatazione di quanto il teatro sia oggi importante e vitale.
Marino Sinibaldi
Adoro la voce degli attori di teatro, il loro modo di parlare costruito ed ammaliante, che ti affascina e seduce mentre ti parlano. La radio riesce a trasmettere questa magia.
Questa sera tornando in auto, in un inizio di nebbia soffice ed ovattata, è capitato , per puro caso.
Provate e vedrete.
TRENTA GIORNI DI TEATRO A RADIO3
Un mese speciale come un omaggio ammirato a un mondo di idee, suoni, persone e insieme un’occasione, una sorta di lente d’ingrandimento su un mondo potente e sottovalutato. Fin dal titolo, TUTTO ESAURITO! vuole suonare come un augurio ironico ed empatico ma anche come la costatazione di quanto il teatro sia oggi importante e vitale.
Marino Sinibaldi
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