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martedì 8 novembre 2011

Tutti, ma proprio tutti al Teatro Valle

Tutti ma proprio tutti i protagonisti del teatro italiano si fermano a Roma. Tutti si fermano al Teatro Valle, anzi al Teatro Valle Occupato. Anche la coppia più famosa del teatro italiano
Ore 17
Incontro Pubblico
con

DARIO FO e FRANCA RAME

A sostegno della causa del Valle Occupato due grandi esponenti del teatro italiano ed internazionale dedicano un pomeriggio al confronto con gli occupanti e con il pubblico.
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare
 ”Non dobbiamo permettere ai politici di agire senza controllo, e visto che non ci danno gli spazi per esercitare questo controllo, dobbiamo prenderceli” (Dario Fo) 

martedì 18 ottobre 2011

Paralleli: danza e arte contemporanea

Mentre a Reggio Teatri e Collezione Maramotti propongono l'arte e la danza di Shen Wei, multiforme coreografo, regista, danzatore, pittore, designer, a Roma al Maxxi va in scena un'altra compagnia di danza, a rimarcare questo legame fra arte e danza contemporanea, plasticità, forma, movimento, energia alcuni dei temi di contaminazione fra i due ambiti verso la ricerca.

Reggio Emilia : Giovedì 20 ottobre, ore 19, conversazione tra Shen Wei e la critica di la Repubblica, Leonetta Bentivoglio alla Collezione Maramotti (via Fratelli Cervi 66, Reggio). L’incontro avrà come focus la stretta relazione fra danza e arti visive nel suo percorso di ricerca.
Roma: Early Works – Trisha Brown Dance Company
Early Works - Trisha Brown Dance Company
martedì 18 ottobre, ore 15 e 18
mercoledì 19 ottobre, ore 15 e 18
sabato 22 ottobre, ore 15

Le performance sono programmate in orario di apertura al pubblico e sono accessibili fino ad esaurimento posti con il biglietto del museo.
La durata dello spettacolo è di circa 1 ora
Il programma, realizzato con il Romaeuropa Festival 2011, è una selezione di alcuni tra i più significativi lavori del primo periodo, creati nel momento in cui Trisha Brown, icona della danza contemporanea, oggi acclamata a livello mondiale, fondava la sua compagnia. Gli Early Works presentati risalgono agli anni 1970 – 1974 e sono composti da movimenti apparentemente molto semplici che si combinano fino a diventare coreografie complesse. Nel programma si affiancano alcune prime italiane come Scallops o Leaning Duets e Leaning Duets II – dove la relazione tra equilibrio e disequilibrio viene scomposta e ricomposta – a lavori più conosciuti come Spanish Dance, che usa come colonna sonora la canzone Early Morning Rain nell’interpretazione di Bob Dylan, e Accumulation con musica dei Greateful Dead. Sticks e Figure 8 invece sono concepite come vere e proprie architetture scandite dai corpi dei danzatori.

lunedì 7 marzo 2011

Dante Gabriel Rossetti - Edward Burne Jones e il mito dell'Italia nell'Inghilterra vittoriana

Segnalo dal 24 febbraio al  12 giugno, 2011  la Galleria di Arte Moderna di Roma propone una mostra sui  Pre Raffaelliti, splendide tele (qui sotto un esempio)  

Sancta Lilias, Dante Gabriel Rossetti Tate Britain, Londra


A distanza di 25 anni dalla fortunata retrospettiva dedicata a Burne-Jones, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna torna con una grande mostra sull’arte inglese del secondo Ottocento in cui sono esposte più di 100 opere, provenienti da prestatori privati e musei internazionali, molte delle quali per la prima volta in Italia.

Il nucleo principale della rassegna comprende i preraffaelliti Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris e indaga la particolare declinazione del classicismo nell’ambito della Royal Academy operata da artisti come Frederic Leighton e da rappresentanti della cultura estetica e simbolista come Albert Moore, George F. Watts e John William Waterhouse.

Un aspetto particolarmente significativo dell’esposizione verte sul rapporto tra le opere inglesi e i prototipi italiani che ne hanno costituito il modello iconografico e la suggestione formale: sono esposti dipinti di Giotto, Crivelli, Carpaccio, Botticelli, Sebastiano del Piombo, Palma il Vecchio, Bergognone, Luini, Tiziano, Veronese, Tintoretto – a testimoniare, pure nella diversità di clima culturale, la loro incidenza in area inglese. Ciò consente anche di evidenziare singolari letture critiche, suscettibili di continue evoluzioni nel corso del secolo, come la predilezione di Ruskin per Luini, anche rispetto a Leonardo, e il suo rifiuto di Michelangelo, pure destinato ad avere una rilevante influenza in ambito tardo preraffaellita e simbolista.

La passione per l’Italia ha un complesso fondamento critico negli scritti di Ruskin, nelle originali letture del nostro Rinascimento ad opera di Swinburne, insieme ai saggi di Walter Pater su Giorgione, Botticelli, Michelangelo e Leonardo, testi che hanno inciso profondamente nel diffondersi di un preciso orientamento su uno stretto cenacolo di letterati, artisti, critici e committenti.

Altrettanto importante è, infatti, il forte incremento in Inghilterra, fin dall’inizio del secolo, di un collezionismo pubblico e privato di arte italiana, che confluirà nella formazione del primo nucleo della National Gallery (1834), costituito da importanti acquisti provenienti dalla dispersione di patrimoni prevalentemente aristocratici del nostro paese.

Una sala della mostra è dedicata alla diffusione del “gusto dei primitivi” italiani, documentato attraverso una selezione di cromolitografie della popolarissima Arundel Society, di incisioni di Carlo Lasinio dagli affreschi del celebratissimo Camposanto di Pisa e da incisioni di William Young Ottley ispirate agli ‘Old Masters’ della scuola fiorentina.

A chiusura dell’esposizione viene presentata una sezione di artisti italiani – Nino Costa, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Gaetano Previati - che negli ultimi decenni del XIX secolo, proprio attraverso la scoperta dei “preraffaelliti” inglesi, recuperano la tradizione artistica del Rinascimento come matrice culturale ed ideologica dell’identità italiana.
La mostra è curata da Maria Teresa Benedetti, Stefania Frezzotti, Robert Upstone.

venerdì 4 febbraio 2011

Alla scoperta del MACRO: caleidoscopio dell’arte contemporanea

Interno nuova ala
 
Terrazza

Ala 1999














La sede originaria del MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, è nata nel 1999 dalla riconversione e restauro dei vecchi stabilimenti della birreria Peroni, costruiti agli inizi del XX secolo in via Reggio Emilia ed é stata recentemente ampliata con un importante intervento dell'architetto francese Odile Decq. La nuova ala del museo, appena aperta al pubblico a Dicembre,   é frutto di un progetto che trasgredisce l’approccio tradizionale di integrazione tra vecchio e nuovo, si inserisce nella struttura preesistente ma, al contempo, ridefinisce l’intera morfologia e percezione del museo. E’ un intervento netto e di carattere, con contrasti molto forti ed innovativi: nero e rosso i colori  scelti per l’ingresso centrale, fulcro della nuova ala (nelle sale espositive si è optato opportunamente per un bianco luminoso). Ma il pezzo forte del progetto, che seduce irrimediabilmente,  è la terrazza, un vero e proprio palco scenico sui tetti di Roma, tutto in vetro che permette un’originalissima vista dall’altro verso il basso della nuova ala, regalando scorci inaspettati della struttura interna e giochi di riflessi degli edifici del quartiere
Proprio la grande terrazza (ben 2.500mq! ) è il vero collante fra la sede storica, la nuova ala ed il quartiere; a coronare il tutto, in cima, c’è spazio per un ristorante super-chic a lume di candela, tutto trasparenze: MACRO138.
 Al direttore, Luca Massimo Barbero, il compito di gestire una superficie espositiva triplicata (4.350 mq). La cosiddetta Collezione del MACRO è qualcosa invece di molto sfuggente. Il museo ha stabilito stretti rapporti di collaborazione con istituzioni, fondazioni, archivi e collezionisti privati che contribuiscono alla crescita della collezione grazie a prestiti, comodati e donazioni (dalla collezione Unicredit si è attinto a piene mani); grazie a loro sono presenti importanti opere di artisti italiani e internazionali.
Il MACRO, in questo passaggio da museo quasi di quartiere a punto di riferimento per l’arte contemporanea, ha mantenuto l’attenzione per l’arte grafica, l’animazione, la sperimentazione giovane. Grazie alla compresenza di molte mostre di ridotte  dimensioni che spaziano dagli anni ’40 ai giovani autori e che presentano approcci e artisti molto diversi fra loro, è difficile non trovare qualcosa in linea coi propri gusti. Le opere si avvalgono spesso di una esposizione allegra e ludica che ha permesso al museo di diventare “glamour” mantenendo l’affezionata clientela di famiglie. Merito anche di istallazioni ad approccio giocoso e di lettura stratificata, che vengono letteralmente prese d’assalto dai più piccoli, come la casa delle farfalle dell’opera vincitrice del premio Enel Contemporanea Award 2010 scelta per inaugurare lo spazio, “Are you really sure that a floor can't also be a ceiling?” del duo Bik Van der Pol .
L’ampia offerta espositiva permette al pubblico di attraversare lo spazio cogliendo suggestioni e impressioni molteplici, in un caleidoscopico racconto per immagini dell’arte contemporanea.

Nuova Ala

lunedì 31 gennaio 2011

Lucas Carnach: una splendida mostra alla Galleria Borghese


 
Tornare alla Galleria Borghese è sempre un immenso piacere, per l’altissimo livello delle collezioni (Caravaggio, Tiziano, Raffaello solo per fare qualche nome), per la bellezza delle sculture (Bernini e Canova in testa) e per lo splendido palazzo, un gioiello nel parco della Villa Borghese. Inoltre è una delle realtà museali italiane che continua a fare cultura, nonostante il valore della sua collezione basti da solo a garantire un flusso continuo di visitatori. La direttrice Anna Coliva porta avanti il progetto “10 grandi mostre”, che rende omaggio ai capolavori del museo facendoli dialogare con la produzione artistica dell’autore. Mostre curate ed allestite benissimo che riescono a portare a Roma capolavori assoluti di grande bellezza e qualità artista.
Fino al 13 febbraio 2011 la Galleria Borghese di Roma propone per la prima volta al pubblico italiano la figura e le opere di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553), massimo esponente, assieme a Albrecht Durer, della rinnovata pittura tedesca del 1500. Una mostra monografica che vuole evidenziare la scioccante e audace modernità della sua pittura, soprattutto per le raffigurazioni a metà tra il Sacro e il Profano, per i nudi biblici e mitologici, per l’erotismo allusivo dei suoi dipinti. Un artista che proprio per il suo valore riesce a lavorare a contemporaneamente a corte, per la Chiesa Cattolica e quella Luterana. L’allestimento mostra  il dialogo ricco di fascinazioni reciproche fra il Rinascimento italiano e le splendide tele di quello nordico, in un gioco di differenze e somiglianze. Una delle migliori mostre viste da tempo.

martedì 25 gennaio 2011

Vincent van Gogh a Roma: Campagna senza tempo vs. città moderna


Dopo ventidue anni l’arte di Vincent van Gogh torna a Roma ed è un grande successo di pubblico. Viste le pressanti richieste, la mostra “Vincent van Gogh. Campagna senza tempo –Città moderna” al Complesso del Vittoriano e’ prorogata fino al 20 Febbraio 2011.
L’evento,  curato da Cornelia Homburg in collaborazioni con i più importanti musei pubblici e collezioni private del mondo,  analizza per la prima volta le due temi contraddittori che spesso guidarono il pittore nella scelta dei soggetti dei suoi dipinti: il suo amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, fortemente idealizzato ed il suo legame con la città, centro della vita moderna e dei nuovi movimenti artistici.
Un altro merito è il mostrare Van Gogh come uomo di grande cultura e pensatore raffinato, in grado di parlare perfettamente varie lingue e che aveva studiato per diventare mercante d’arte, non solo l’uomo affetto dalla malattia. La sua sorprendente memoria visiva gli permetteva di ricordare fin nei minimi dettagli dipinti o stampe già visti e dalle sue lettere apprendiamo quanto importante sia stata questa conoscenza storico-artistica per lo sviluppo del suo personale stile. 
Sono esposti oltre settanta capolavori tra dipinti, acquarelli e opere su carta del maestro olandese e circa quaranta opere dei grandi artisti che gli furono di ispirazione, tra i quali Millet, Pissarro, Cézanne, Gauguin e Seurat. Opere che bene illustrano i temi di analisi ma che non rendono a pieno gli esiti più alti della pittura dell’autore, se non in alcuni casi – come negli splendidi auto- ritratti, o in “Cipressi con due figure femminili” del 1889, in cui il colore diventa energia e materia. Molte delle opere in mostra appartengono infatti al primo periodo, caratterizzato dai colori più cupi. Chiaro e ricca di riferimenti, l’allestimento risulta un po’ sacrificato negli spazi del Vittoriano, con un percorso espositivo non sempre chiaro, poco ospitale e senza sedute.

venerdì 21 gennaio 2011

Curiosità farnesi

Curiostà: Afrodite Callipige (trad. = dalla belle chiappe),
certi "dettagli" non passano mai di moda

Dettagli: Palazzo Farnese 2

Questa invece la vista dello studio dell'Ambasciatore di Francia,
la sala dei Trionfi Farnesi, dipinti da Salviati,
quasi un arazzo, una pittura tutta di pieni, che lotta per trovare spazio e continuare a
raccontare la grandezza della famiglia Farnese.


Dettagli: Palazzo Farnese 1

A volte sono i dettagli a fare la differenza...


Per darvi un'idea...Palazzo Farnese,
Salone dei Carracci

un'imponenza nobile, colori vivi
dettagli curati, a tratti sublimi
L'amore è protagonista,
così come i giochi fra Eros e Anteros

Palazzo Farnese: arte e cultura contro gli attentati

Fino al 27 aprile 2011, Palazzo Farnese a Roma sarà aperto al pubblico, su prenotazione, grazie alla mostra intitolata “PALAZZO FARNèSE - Dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia”. Oltre 150 opere tra dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, fanno rivivere cinque secoli dell’affascinante storia del Palazzo: dai fasti cinquecenteschi della Famiglia Farnese, fino a questi ultimi 135 anni del Palazzo come sede dell’Ambasciata di Francia in Italia.
Una occasione unica e da non perdere per molti motivi.
Innanzitutto per la ricomposizione, anche se parziale del Museo Farnese, la famosa collezione di famiglia che era ospitata nel palazzo. E’ stata infatti qui riportata una significativa selezione delle opere della collezione, grazie ai generosi prestiti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, del Museo di Capodimonte e delle gallerie di Parma e di Bologna. L’antica statuaria romana, la raffinata collezione dei disegni preparatori di Annibale Carracci, provenienti dal Musée du Louvre, la ricchissima quadreria con le opere di Tiziano, dei Carracci, di  Sebastiano del Piombo, di El Greco, testimonino la qualità della spettacolare collezione.
Inoltre si aprono al pubblico ambienti esclusivi, altrimenti difficilmente visibili, come il Salone d’Ercole progettato da Michelangelo, lo studio dell’Ambasciatore, affrescato da Salviati e soprattutto la splendida Galleria dei Carracci, considerato il più bel ciclo di affreschi romano dopo quelli della Cappella Sistina. 
Unoccasione per un viaggio nel tempo: fra gli splendori di una corte ricca e colta e le storie incrociate di pontefici, cardinali, re, ambasciatori, artisti che nell’arco di cinque secoli, tra politica e arte, vissero e si incontrarono a Palazzo Farnese facendone un luogo eccezionale e vivente.
L’esposizione è nata dalla volontà di Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia, ed è stata realizzata in collaborazione con il Ministero italiano dei Beni e delle Attività culturali. L’iniziativa è andata avanti nonostante l’allarme causato dai recenti tentativi di attentato alle ambasciate, un segno di amicizia, apertura e cultura.

Palazzo Farnese

mercoledì 19 gennaio 2011

Vacanze Romane

Son partita in silenzio.
Vacanze romane.
Alla ricerca di stimoli, cose da vedere, persone, luoghi nuovi.
Antichi o moderni poco importa.