sabato 16 aprile 2011
Pasticceri, io e mio fratello
venerdì 15 aprile 2011
Settimana della cultura: aperture gratuite
Ecco alcune delle sedi museali aperte gratuitamente in questi giorni:
Mantova - Archivio di Stato
Mantova - Palazzo Ducale
Mantova - Museo Archeologico Nazionale
Modena (MO) - Galleria, Museo e Medagliere Estenseaperta tutti i giorni dal 9 al 17 aprile con orario: 8.30 – 19.30; sabato 9 aprile apertura continuativa fino alle ore 24.00
Sassuolo (MO) - Palazzo Ducale
apertura: sabato 9 e sabato 16 aprile ore: 15 - 18; domenica 10 e 17 aprile ore: 10 – 13 e 15-18
Langhirano (PR) - Castello di TorrechiaraLunedì chiuso; martedì ore 10.30-19.30; mercoledì, giovedì, sabato ore 8.30-19.30; domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura)
Parma - Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Camera di San Paolo
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Galleria Nazionale
apertura da martedì a domenica ore 8.30 –14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Museo Archeologico Nazionale
Il museo è aperto da martedì a domenica dalle ore 9.00 alle 14.00 con riapertura pomeridiana dalle ore 15.00 alle 18 .00 nelle giornate di giovedì e sabato
Parma - Museo Bodoniano
dalle ore 9.00 alle 13.00 dal lunedì al sabato (su prenotazione)
Parma - Teatro Farnese
apertura ore 8.30 - 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Mantova - Archivio di Stato
Mantova - Palazzo Ducale
Mantova - Museo Archeologico Nazionale
Modena (MO) - Galleria, Museo e Medagliere Estenseaperta tutti i giorni dal 9 al 17 aprile con orario: 8.30 – 19.30; sabato 9 aprile apertura continuativa fino alle ore 24.00
Sassuolo (MO) - Palazzo Ducale
apertura: sabato 9 e sabato 16 aprile ore: 15 - 18; domenica 10 e 17 aprile ore: 10 – 13 e 15-18
Langhirano (PR) - Castello di TorrechiaraLunedì chiuso; martedì ore 10.30-19.30; mercoledì, giovedì, sabato ore 8.30-19.30; domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude mezz'ora prima della chiusura)
Parma - Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Camera di San Paolo
apertura da martedì a domenica ore 8.30 – 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Galleria Nazionale
apertura da martedì a domenica ore 8.30 –14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Parma - Museo Archeologico Nazionale
Il museo è aperto da martedì a domenica dalle ore 9.00 alle 14.00 con riapertura pomeridiana dalle ore 15.00 alle 18 .00 nelle giornate di giovedì e sabato
Parma - Museo Bodoniano
dalle ore 9.00 alle 13.00 dal lunedì al sabato (su prenotazione)
Parma - Teatro Farnese
apertura ore 8.30 - 14.00 (chiusura biglietteria 13.30) – lunedì chiuso
Settimana della cultura
Segnalo dal sito dei beni culturali:
XIII Settimana della Cultura - 9/17 aprile 2011
XIII Settimana della Cultura - 9/17 aprile 2011
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La città ha fondamenta sopra un misfatto
Teatro Herberia
mercoledì 20 aprile 2011, ore 21
LA CITTA' HA FONDAMENTA SOPRA UN MISFATTO
un progetto di Giuliana Musso
con la collaborazione di Nicoletta Oscuro
con Giuliana Musso, Nicoletta Oscuro, Massimo Somaglino, Riccardo Maranzana e con Hugo Samek, percussioni
primo studio
con la collaborazione di Nicoletta Oscuro
con Giuliana Musso, Nicoletta Oscuro, Massimo Somaglino, Riccardo Maranzana e con Hugo Samek, percussioni
primo studio
Medea, come ce la propone Christa Wolf nel suo romanzo "Medea. Voci" ci racconta di come la nostra "città" abbia fondamento su un terribile misfatto: la violenta espulsione delle nostre antenate dai ruoli di guida delle comunità e la consegna dei nostri destini nelle mani di una leadership esclusivamente maschile. La stessa leadership che commissionò ad Euripide la riscrittura del mito di Medea. Le tracce del mito precedenti al lavoro di Euripide non raccontano dell'infanticidio da parte della madre, semmai l'uccisione dei bambini da parte della città. Al grande poeta dunque il compito di ribaltare la storia per assolvere la città e degradare la figura autorevole e sapiente della principessa straniera al rango di primitiva, passionale, sfrenata e sanguinaria. Una straordinaria opera di cosmesi di stato che al paragone fa impallidire per efficacia e qualità poetica le nostre fiction dalla trama edulcorata e compiacente in prima serata tv.
E voi volete davvero ancora sentirvi raccontare la storia di Medea di Euripide? Di quella madre pazza e gelosa che ha ucciso i figli? Volete sentirla declinare in tutti le possibili forme del contemporaneo purché sia la stessa storia? Volete credere che oggi in Italia le donne godono di rispetto e autorevolezza? Che sia un fatto naturale che non vi sia mai stata una donna a capo del governo o della repubblica? Volete credere che "poi però le donne al potere sono peggio degli uomini"? Che una donna ha il dovere di essere bella? Che un uomo mite è una femminuccia? Allora potete anche credere che chi vince la guerra ha ragione. Che mandiamo i nostri ragazzi a morire in guerra perché li amiamo. Che le mani o il membro di un vecchio satrapo come Creonte sul corpo di una ragazzina ancora minorenne la rendano felice. Potete continuare ad adorare l'immagine di un dio maschio e potente che genera un figlio maschio. Se volete potete ancora continuare a pensare che il modello culturale che ha preso in ostaggio le donne e che ci guida verso il baratro sia l'unico possibile.
L'opzione morte in fondo non è che una scelta.
L'opzione morte in fondo non è che una scelta.
All'origine Dio era femmina e permeava tutto ciò che nella natura vive e muore. Femminili erano i misteriosi poteri della natura che generano ciclicamente la vita, la morte e ancora la vita. Dalla preistoria fino a pochi millenni prima di Cristo, gli esseri umani che ci hanno guidato verso la civiltà erano femmine. Quelle madri, assieme ai loro figli, hanno sviluppato le capacità della proprie menti facendo leva su una razionalità che integra sentimento e pensiero, che percepisce la vita dell'altro (i figli) come parte di sé, e di conseguenza il benessere individuale come non disgiunto dal benessere della comunità. Il modello culturale a dominanza femminile diede impulso a sistemi sociali pacifici e molto progrediti che si organizzavano attorno ad uno unico scopo: la protezione, il sostentamento, la cura del vivente. Le madri hanno regalato al genere umano la civiltà perché esse non potevano non scegliere l'opzione vita!
Purtroppo, tra il 4500 e il 1500 a.C la nostra evoluzione culturale fu interrotta e drasticamente deviata: da allora noi viviamo in un modello di società androcratica, ossia guidata dai maschi, che si costituisce attraverso rigide gerarchie di potere, usa la violenza come principio di giustizia, adora un dio che abita nel supramondo, impone la supremazia della ragione sui sentimenti, dell'anima sul corpo, dell'ideale sul concreto, del maschile sul femminile.
Medea si colloca in quel momento tragico di svolta della storia umana: quando Dio ha cambiato genere, quando le società umane, rette dalle donne e dai loro figli e fratelli, furono travolte e sovvertite dall'irrefrenabile violenza dei padri che imposero un modello culturale fondato sul dominio e assicurato dall'uso brutale della forza. Da quel momento in poi le madri sono state espulse dal governo delle comunità, le menti femminili prese in ostaggio dalla violenza perpetuata sui loro corpi, i figli sacrificati alla nuova ragione di stato. Il modello culturale a dominanza maschile che ci ha plasmati tutti, uomini e donne, e che tuttora abita le nostre menti e ci guida, non è capace di integrare pensiero e sentimento, corpo e anima, vivente e divino. È un pensiero irrazionale, ci sta conducendo all'autodistruzione, è inequivocabile espressione dell'opzione morte!
Giuliana Musso
mercoledì 13 aprile 2011
A Novellara : Nel cuore dell'inverno
NEL CUORE DELL'INVERNO
Testo e Regia: Matteo Carnevali
La Compagnia AltrArteTeatro attiva dal 2008 e affiliata a Fita, dopo lo spettacolo “Pinocchio – La fuga di un Burattino” (Premio Speciale della Giuria al festival del Teatro di S.Lazzaro di Savena Bo. 2010) prosegue il suo percorso di ricerca e sperimentazione di nuovi linguaggi, cercando sempre di più l’autenticità e l’autonomia dei suoi protagonisti.
...La nuova produzione della compagnia, interamente composta da attori diversamente abili, è una personalissima rivisitazione della favola di Biancaneve.
Il punto di vista è quello di una smarrita ed incredula figlia, che subisce la furia omicida di una matrigna crudele che con serialità instancabile insegue l’ingenua protagonista per liberarsi di lei e della sua pallida bellezza. I nani non sono più i pazienti complici della ragazza, ma sono spettatori del dramma della solitudine e dell’incredulità di una ragazza che chiede solo di essere amata come figlia e come essere umano.
Un scatola bianca come la neve contiene gli eterei personaggi di questa rappresentazione, che inizia come il racconto fedele della celebre favola per diventare sempre più una storia autobiografica e vera sul bisogno di ognuno di essere amato.
Testo e Regia: Matteo Carnevali
La Compagnia AltrArteTeatro attiva dal 2008 e affiliata a Fita, dopo lo spettacolo “Pinocchio – La fuga di un Burattino” (Premio Speciale della Giuria al festival del Teatro di S.Lazzaro di Savena Bo. 2010) prosegue il suo percorso di ricerca e sperimentazione di nuovi linguaggi, cercando sempre di più l’autenticità e l’autonomia dei suoi protagonisti.
...La nuova produzione della compagnia, interamente composta da attori diversamente abili, è una personalissima rivisitazione della favola di Biancaneve.
Il punto di vista è quello di una smarrita ed incredula figlia, che subisce la furia omicida di una matrigna crudele che con serialità instancabile insegue l’ingenua protagonista per liberarsi di lei e della sua pallida bellezza. I nani non sono più i pazienti complici della ragazza, ma sono spettatori del dramma della solitudine e dell’incredulità di una ragazza che chiede solo di essere amata come figlia e come essere umano.
Un scatola bianca come la neve contiene gli eterei personaggi di questa rappresentazione, che inizia come il racconto fedele della celebre favola per diventare sempre più una storia autobiografica e vera sul bisogno di ognuno di essere amato.
Due le date: 20 e 21 Aprile al Teatro della Rocca a Novellara.
In arrivo Ascanio Celestini in Scemo di Guerra
Mercoledì 20 APRILE ALLE 21.15
ASCANIO CELESTINI in SCEMO DI GUERRA
Al NUOVO CINEMA TEATRO ITALIA, via Garibaldi 80 - SOLIERA (MO)
ASCANIO CELESTINI in SCEMO DI GUERRA
Mio padre raccontava una storia di guerra. Una storia di quando lui era ragazzino. L’ho sentita raccontare per trent’anni. È la storia del 4 giugno del 1944, il giorno della Liberazione di Roma. Per tanto tempo questa è stata per me l’unica storia concreta sulla guerra. Era concreta perché conoscevo le strade di cui parlava. Conoscevo il cinema Iris dove aveva lavorato con mio nonno e poi era concreta perché dopo tante volte che la ascoltavo avevo incominciato a immaginarmi pure i particolari più piccoli del suo racconto. Ogni volta che raccontava faceva delle digressioni, allungava o accorciava il discorso inserendo episodi nuovi o eliminando parti che in quel momento considerava poco importanti.Da queste storie nasce Scemo di Guerra. Nello spettacolo si ritrovano alcuni avvenimenti molto conosciuti come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro. Alcuni fatti sono veramente accaduti a lui, come quando ha rischiato di farsi ammazzare mentre raccoglieva una cipolla. Alcuni sono altrettanto veri, ma li ho ascoltati da altre persone, come la storia del soldato seppellito vivo. Certe cose me le sono inventate io o le ho prese da altri racconti di altre guerre che mi è capitato di ascoltare.” (A. Celestini)
mercoledì 6 aprile 2011
Ravenna festival
E' già uscito il programma del Ravenna Festival, uno dei festival culturali più importanti dell'Estate Romagnola. che si svolge dal 07 Giugno - 09 Luglio 2011 a RAVENNA. Ricevo e segnalo:
Il tema: Fabula in FestivalI percorsi tematici del Ravenna Festival, giunto alla sua XXIIa edizione, ci condurranno nel mondo della fiaba, intesa come narrazione fantastica, affabulazione, luogo elettivo dove si dispiega la fantasia, la capacità propria da sempre dell’essere umano di immaginare mondi paralleli dove altre siano le leggi e le regole, luoghi segreti ove rifugiarsi e sognare. Questa è la funzione dei linguaggi dell’arte, dove regna quella che Gianni Rodari definiva la grammatica della fantasia, che rivendica all’immaginazione lo spazio che dovrebbe avere nella vita di ciascuno.
Il programma completo al sito http://www.vivaticket.it/pdf/ravennafestival2011.pdf
E' perfino possibile iniziare già a litigarsi i biglietti su http://www.vivaticket.it/
Il tema: Fabula in FestivalI percorsi tematici del Ravenna Festival, giunto alla sua XXIIa edizione, ci condurranno nel mondo della fiaba, intesa come narrazione fantastica, affabulazione, luogo elettivo dove si dispiega la fantasia, la capacità propria da sempre dell’essere umano di immaginare mondi paralleli dove altre siano le leggi e le regole, luoghi segreti ove rifugiarsi e sognare. Questa è la funzione dei linguaggi dell’arte, dove regna quella che Gianni Rodari definiva la grammatica della fantasia, che rivendica all’immaginazione lo spazio che dovrebbe avere nella vita di ciascuno.
Il programma completo al sito http://www.vivaticket.it/pdf/ravennafestival2011.pdf
E' perfino possibile iniziare già a litigarsi i biglietti su http://www.vivaticket.it/
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