giovedì 5 gennaio 2012

Rubiera : quando musica e teatro si incontrano

Sala d’aspetto
Teatro Herberia
giovedì 26 gennaio 2012, ore 21

Sala d’aspetto

storie e musiche di viaggiatori di terza classe
Giovedì 26 e venerdì 27 gennaio 2012, ore 21

testo di Bruno Cappagli e Anna Sacchetti
regia di Valeria Frabetti e Bruno Cappagli
con i Modena City Ramblers: Davide Morandi (voce), Massimo Ghiacci (basso), Franco D’Aniello (flauto), Roberto Zeno (batteria e percussioni), Francesco Moneti (violino e chitarra elettrica), Leonardo Sgavetti (fisarmonica e tastiere), Luciano Gaetani (bouzouki e banjo), Luca Serio Bertolini (chitarra acustica)
e Bruno Cappagli (La Baracca - Testoni Ragazzi)
produzione La Baracca – Testoni Ragazzi & Modena City Ramblers
Un viaggio che inizia e finisce nella sala d’aspetto di una piccola stazione di provincia, senza mai veramente spostarsi da lì. Come treni che passano, le storie raccontate dai protagonisti - viaggiatori di una terza classe che non c’è più - sostano brevemente, a volte transitano concedendosi solo un saluto dal finestrino. Sono storie vissute o immaginate, racconti e impressioni, personalissime memorie rimaste negli occhi mentre si guardavano passare gli eventi, come affacciati dal finestrino. Momenti storici, che dalla secondaguerra mondiale ai giorni nostri hanno segnato il carattere di una società in evoluzione, si intersecano con i ricordi personali e le visioni del mondo che cambia.Storie d’Italia… storie di casa nostra… ma anche storie oltre il giardino.
Due linguaggi diversi, teatro e musica, al servizio di un’esigenza comune: quella di raccontare storie. Così, attraverso le canzoni, quelle storiche e alcune inedite dei Modena City Ramblers e le narrazioni di
Bruno Cappagli, la parola cantata si intreccia con quella recitata creando un’unità di racconto.

Rubiera Teatro Herberia: Robe dell'altro mondo

Robe dell'altro mondo
La Corte Ospitale
lunedì 23 gennaio 2012, ore 21

Robe dell'altro mondo

drammaturgia Gabriele Di Luca
con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Roberto Capaldo
regia Gabriele Di Luca, Massimiliano setti e Roberto Capaldo
luci Diego Sacchi
organizzazione e costumi Luisa Supino

Prova aperta – residenze 2011-2012  
Il lavoro si svilupperà intorno alla tematica “paure metropolitane” ovvero l’insieme delle paure, delle fobie e delle tensioni sociali e individuali che innegabilmente caratterizzano e condizionano la nostra quotidianità e la qualità delle relazioni. Pregiudizio, intolleranza, ipocrisia, sospetto, perbenismo, solitudine, come elementi che costantemente influenzano un tessuto sociale sempre più fragile e disarmato, uomini e donne spaventati e soli.
I linguaggi dell'illustrazione e del fumetto permetteranno di sviluppare ed evocare i personaggi delle storie allontanandoci dal "realismo" per esplorare il mondo dell'immagine, del "surreale" e del grottesco, per contaminare e confondere differenti piani narrativi. La costruzione quindi di un immaginario drammaturgico e di un insieme di atmosfere, che pur non rinunciando alla volontà di raccontare il contemporaneo, provano a indagarlo e ad arricchirlo attraverso la fusione di mondi reali e mondi fantastici, con l'intento di rendere impercepibile il confine che li separa.

mercoledì 4 gennaio 2012

Casalgrande: Tante belle cose

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18/01/2012
21:00a23:00

TANTE BELLE COSE   una commedia di EDOARDO ERBA
con MARIA AMELIA MONTI, GIANFELICE IMPARATOe Valerio Santoro
regia Alessandro D’Alatri
Ci sono persone che non riescono a separarsi dalle cose e accumulano tutto nelle loro case finché gli oggetti non li sommergono. Se ne contano a milioni. In America li chiamano hoarder. Orsina è una hoarder. Fa l’infermiera adomicilio, non è cosciente del suo disagio, ma mette a disagio i vicini, che mal sopportano la sua mania di accumulare, la ritengono responsabile della sporcizia e degli olezzi della palazzina.
Giocato sul doppio piano della commedia e del dramma psicologico,“Tante belle cose” è un lavoro fresco, vivo, pulsante di energia e comicità. Per la prima volta in Italia – dove il fenomeno è presente ma non ancora studiato – ci fa conoscere il mondo degli hoarder, attraversandolo con grazia, trasformando il dettaglio iperreale in fantasia e il peso delle cose in una favola che vola. “Tante belle cose” disegna lo straordinario ritratto di una donna particolare eppure vicina, in cui ciascuno può riconoscere una parente, una conoscente, un’amica.
Graffiante, poetico e stupendamente interpretato da due grandi attori, “Tante belle cose” è tutto quello che il pubblico dovrebbe pretendere da una commedia nuova: di essere divertente e commovente.
Edoardo Erba

Teatro di Casalgrande - la donna che sbatteva nelle porte

Di Roddy Doyle Con MARINA MASSIRONI Compagnia Teatro dell’Archivolto
Casalgrande - Teatro De Andrè

martedì, 10 gennaio 2012 ore 21.00

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Marina Massironi con l’interpretazione di La donna che sbatteva nelle porte si confronta per la prima volta con un monologo, e con un tema tra i più delicati ed attuali, la violenza sulle donne.
Bellissimo e struggente, narrato con una rara capacità di descrivere e analizzare l’universo femminile, il libro di Roddy Doyle, da cui Giorgio Gallione ha tratto un fedele adattamento teatrale, è un viaggio duro ma vitalissimo in una vicenda potentemente contemporanea. E’ la storia di Paula, una donna di 39 anni con già troppa vita alle spalle. Padre misogino e madre sottomessa, Paula già da adolescente ha voglia di fuggire da una famiglia che non la sa amare e da una scuola che la etichetta come una ragazzina stupida e amorale. Tutto cambia quando, qualche anno dopo, Paula diventa la “signora” Spencer, la moglie di Charlo, il bello del quartiere, sicuro, vincente, carismatico. Lui la fa sentire amata, rispettata, temuta. Charlo è la felicità, il sesso, la speranza, il riscatto. Poi arrivano i figli, Charlo perde il lavoro e la vicenda precipita improvvisamente nelle profondità di un dolore fisico e psicologico, dove lo sbattere la testa nelle porte diventa per Paula metafora per nascondere la violenza subita dal marito. Così la vita con l’alcolizzato Charlo, poco alla volta, diventa l’inferno; anche Paula beve, ma i dottori non sanno o non vogliono curarla e ignorano le violenze del marito, fingendo di credere che si sia veramente fatta male inciampando nelle porte.
Pur trattandosi di una vicenda tragica, nei flashback della protagonista emerge di continuo quella voglia di vivere tipica degli scrittori irlandesi, e il sorriso si intreccia continuamente al dramma, disegnando un ritratto di donna difficile da dimenticare

martedì 3 gennaio 2012

Raphael Gualazzi al Fuori Orario

sabato 21/1/2012:   RAPHAEL GUALAZZI al Fuori Orario a Taneto di Gattatico
Una splendida occasione per sentire dal vivo uno dei nuovi telenti del jazz italiano (una volta tanto un giovane talentuoso!)

Ore 20,00 Apertura Circolo


Ore 22.30 - RAPHAEL GUALAZZI in Concerto
La sua musica nasce dalla fusione della tecnica Rag-time dei primi anni del '900 con la liricità del Blues, del Soul e del Jazz nella sua forma più tradizionale. Le sonorità tipiche del pre-jazz e dello stride-piano di Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Fats Waller, Art Tatum e Mary Lou Williams, e il blues di Ray Charles e Roosevelt Sykes vengono attualizzate da Raphael Gualazzi con uno stile personalissimo dove la tradizione convive con le influenze più innovative di artisti eclettici come Jamiroquai e Ben Harper.

Raphael Gualazzi - Follia d'amore

"Pro patria" il nuovo spettacolo di Ascanio Celestini

PRO PATRIA. Senza prigioni, senza processi

Segnalo dal sito di Ascanio Celestini. Scoprite la data più vicina  a voi http://www.ascaniocelestini.it/


i morti e gli ergastolani hanno una cosa in comune,
non temono i processi.
i morti perché non possono finire in galera.
gli ergastolani perché dalla galera non escono più.

chi ruba una mela finisce in galera anche se molti pensano che rubare una mela è un reato da poco. e chi ruba due mele? chi ne ruba cento? quando il furto della mela diventa un reato? c’è un limite? c’entra con la qualità della mela? la legge è uguale per tutti e i giudici non si mettono a contare le mele. la statua della giustizia davanti al tribunale ha una bilancia in mano, ma entrambi i piatti sono vuoti. non è una bilancia per pesare la frutta.

sono le parole di un detenuto che sta scrivendo il discorso. un discorso importante nel quale cerca di rimettere insieme i pezzi della propria storia, ma anche di una formazione politica avvenuta in cella attraverso i tre libri che l’istituzione carceraria gli permette di consultare. chiede aiuto a mazzini. un mazzini silenzioso e sconfitto.



quand’è che l’avete capito che era finita, mazzini?
quando finisce la rivoluzione?
finisce a roma nel ’49 con la fine della repubblica?
o con le insurrezioni degli anni ’50?
con le impiccagioni e le fucilazioni di belfiore che faranno guadagnare a francesco giuseppe il soprannome dell’impiccatore?
con l’insurrezione di milano del ’53?
qualche migliaio di uomini che assaltano caserme e posti di guardia e sperano nella diserzione dei soldati ungheresi che invece non ci pensano proprio.
alla fine vengono giustiziati in 16.
quella volta marx scrisse che la rivoluzione è come la poesia, non si fa su commissione.
quando è che avete pensato “siamo sconfitti”, mazzini?

Un racconto di cento minuti. Ascanio è da solo in uno spazio di due metri per due. Un fondale con alcune immagini, ritagli di giornali e manifesti di uno spettacolo. Un palco di metallo che è anche un piccolo prato artificiale sul quale va in scena la prova per un discorso. Un banchetto rosso tra palco verde e fondale bianco. Due musiche accompagnano la narrazione, un brano surf e una variazione di Chopin su un’aria di Bellini. Cinque personaggi. Un narratore-personaggio che parla in prima persona. Con lui ci sono due padri, uno di sangue e uno ideale. Accanto si muovono due abitanti della prigione che è il luogo dell’azione. Sono un secondino detto l’intoccabile, padrone concreto della vita del carcere, e un immigrato africano che dorme cinque minuti ogni ora.


testo \ Ascanio Celestini
suono \ Andrea Pesce


una produzione FABBRICA – in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria