lunedì 2 gennaio 2012

Modena "Blackbird" allo Storchi

Sempre Modena, Teatro Storchi anticipa Reggio con "Blackbird" dal 12 al 15 Gennaio.


A pochi mesi dal debutto nazionale arriva a Modena Blackbird, testo di straordinaria forza scritto da David Harrower, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese, e diretto da Lluìs Pasqual, uno dei maestri della scena internazionale.
Prendendo spunto da un caso che fece scandalo sui giornali nel 2003, Harrower si sofferma ad analizzare la psicologia di un uomo di maturo, Ray, che coltiva una relazione illecita con una ragazzina di nome Una, finendo in prigione per questo. La storia si scopre a poco a poco attraverso la ricostruzione della ragazza che, piombando un giorno nell’ufficio di Ray lo costringe a riparlare del passato, un passato che per lei è costantemente presente, e le impedisce di avere una vita normale. La situazione è totalmente gestita da Una che esordisce con la frase “Mi hai lasciata che ero innamorata” ricordando il giorno in cui lui se ne andò lasciandola sola in una stanza di albergo senza tornare più indietro.
Una discesa negli inferi dell’animo umano, che dell’animo umano svela le mille, scioccanti sfumature. “Mettere in scena Blackbird”, spiega Pasqual, “significa portare in evidenza un tema che tutti conosciamo nella sua realtà quotidiana, per guardarlo in modo più profondo, al di fuori di ogni significato scandalistico”.
Il linguaggio teatrale diventa strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e purtroppo spesso taciute. Così, attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, i protagonisti.



CONVERSANDO DI TEATRO
Presso il foyer del Teatro Storchi
sabato 14 gennaio 2012 ore 17.30
Incontro con
MASSIMO POPOLIZIO
ANNA DELLA ROSA

e la compagnia di
BLACKBIRD
-Ingresso libero-

Karamazov al Teatro delle Passioni di Modena

Il Teatro delle passioni sfodera alla riapertura "Karamzov" il nuovo spettacolo di Cesar Brie, visto in anteprima a Vie al Teatro di Vignola. Un adattamento leggero e ironico del testo di Doestoevskij in una lunga serie di date dal 21 Gennaio al 12 Febbraio. 
 

Appuntamento per il ciclo Conversando di Teatro, sabato 28 gennaio César Brie e la compagnia di Karamazov incontrerà il pubblico presso il Teatro delle Passioni alle ore 17.30 con ingresso libero.

Torna al Teatro delle Passioni César Brie, un artista molto amato dal pubblico, con un nuovo lavoro che lo vede impegnato con I fratelli Karamazov di F. Dostoevskij. Lo spettacolo dal titolo Karamazov nasce dalla riduzione teatrale di parte del romanzo e si arricchisce di un lavoro di ricerca sugli oggetti e sulla creazione di immagini che trae spunto dal romanzo stesso. La scena è spoglia, abitata dagli attori dalle luci e pochi oggetti. Con uno sguardo sempre attento alle tematiche sociali e la sensibilità propria dell’artista César Brie si affianca a uno dei grandi capolavori della letteratura russa con una lente che ne mette in evidenza il lascito etico, morale e spirituale.
Dalle note di regia di César Brie risalta il significato di questo nuovo allestimento:
Dostoevskij descrive con profondità tutti gli aspetti dell’anima umana: la passione e l’istinto (Dimitri), la ragione e il dubbio (Ivan); la bontà e la purezza (Alekséj); il risentimento e la vendetta (Smerdjakov); la cattiveria, il sentimentalismo, l’egoismo e l’edonismo (Fedor il padre); la santità (lo Starets). [...]Risaltano anche, quasi sempre muti e inermi, i bambini.[...] Lo strazio del dolore infantile percorre il romanzo e ci riporta al dolore di tutte le guerre, all’ingiustizia del dolore come misura degli uomini, di cui pagano il fio gli innocenti.

 

Carpi : Due di Noi a Febbraio

Il Teatro di Carpi a Gennaio propone operetta e concerti, con la prosa si riprende a Febbraio con "Due di Noi" e con due attori famosissimi sul piccolo schermo.

DUE DI NOI
di Michael Frayn
con Lunetta Savino, Emilio Solfrizzi
regia LEO MUSCATO
3-4-5 Febbraio

 Lunetta Savino - Emilio Solfrizzi
Due di noi
The two of us fu rappresentata per la prima volta a Londra nel 1970: fu l'esordio teatrale di Michael Frayn, che, allora sconosciuto, sarebbe in seguito diventato famoso in tutto il mondo grazie al successo di Rumori fuori scena.
La commedia racchiude tre atti unici -recitati in questo allestimento da tre attori- che mostrano situazioni matrimoniali al limite del paradosso.
Ci sono due coniugi esasperati da un neonato insonne che tornano in vacanza a Venezia, nella stessa camera dove erano stati in viaggio di nozze, ed il confronto con il passato risulta comico ed amaro; quindi si passa ad un secondo ménage, in cui vive una coppia che non comunica più e nella quale la moglie si consola dialogando con il piede del marito, l'unica parte del corpo di lui che ancora mostra qualche sprazzo emotivo; nella terza scena il caos è totale, poiché marito e moglie si ritrovano ad aver invitato a cena, per errore, una coppia di amici da poco separati ed il nuovo compagno di lei: un tour de force incredibile per gli attori che dovranno interpretare più ruoli, cambiandosi velocemente ed inserendosi in un frenetico meccanismo di entrate ed uscite senza sosta, che lo stesso Frayn considerava l'aspetto più divertente della commedia.
Una pièce dinamica dunque, fatta di colpi di scena e di quadretti familiari non proprio idilliaci ma credibili, spassosi, ironici, allietati dalla naturale simpatia di due dei volti più amati del piccolo schermo.

Pegognaga : comicità con Zuzzurro e Gaspare

Giovedì 19 Gennaio // ore 20.45

NON C’è Più IL FUTURO DI UNA VOLTA

di e con: A. Brambilla, N.Formicola, P.Aicardi
regia: Andrea brambilla
ideazione scenica ecostumi: Pamela Ai cardi
musiche: Los Chitarones


E se pensare al futuro, per una volta, diventasse divenire? E se riuscissimo, in questo momento particolare, a riderci sopra, a dissacrarlo? Ci hanno pensato i due funambolici folletti della risata Gaspare e Zuzzurro che da più di trent’anni leggono e rileggono la nostra società con stupore bambinesco e sarcasmo da filosofo. Ridere, perché una risata si infiltra nei polmoni, nello stomaco prendendo la strada secondaria del pensiero, del vedere e del capire… “non c’è più il futuro d una volta” è una carrellata di comicità di situazione che attinge dal vero, da quello che ti brucia sulla pelle e che ti condiziona. Così lo spettacolo vira al sociale, denuncia a suo modo le incomprensioni tra i vecchi modelli e le nuove modalità: di vivere, di incontrarsi, di condividere, di invecchiare. Un suggerimento per imparare a stare al tempo per tenerci strette le nostre peculiarità umane, i nostri esilaranti difetti, i nostri stupefacenti pregi. Difendiamoci con il gesto ottimista per antonomasia “tutto ok, ce la facciamo, ce la faremo”… anche ad entrare in un terzo millennio pieno di insidie, pieno di strani aggeggi, pieno di personaggi allegorici, sì, ce la faremo raccontando nuove fiabe ai nostri bambini, aggiungendo nuovi sogni ai vecchi ideali.

domenica 1 gennaio 2012

Teatro Bagnolo riparte con "Muri"

Il 13 Gennaio a Bagnolo in Piano al Teatro Gonzaga si riparte con
MURI

MURI
prima e dopo Basaglia
testo e regia

Renato Sarti
con
Giulia Lazzarini
produzione
Teatro della Cooperativa

Camicie di forza, somministrazione in dosi massicce di psicofarmaci, lobotomia, elettroshock. Questo era il manicomio prima della grande rivoluzione attuata da Basaglia: un luogo di isolamento in cui sui ricoverati (ma sarebbe più giusto adoperare la parola ‘internati’) si perpetrava ogni tipo di violenza e di tortura.In occasione del trentennale dell’entrata in vigore della legge Basaglia, Renato Sarti ha raccolto alcune testimonianze con l’intento di ricavarne un testo che partisse dall’altra parte della barricata, dalle infermiere. L’aspetto più significativo della ricerca è stato comprendere quanto l’esperienza basagliana abbia non solo scardinato le ipocrisie e le arretratezze della società italiana, ma anche sbriciolato convinzioni che riguardavano la sfera dell’intimità e del personale.
La protagonista del testo rivive la sua esperienza di tre decenni, riflette su quello che ha visto e vissuto in ospedale e lo fa con una nostalgia particolare, ma soprattutto con la lucidità estrema, quasi spietata, di chi si rende conto che la spinta di quegli anni si è affievolita e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza che - in un brusio inquietante di antenne e motori - sempre più ci avvolge e ottunde.

A Correggio "Il mare" di Paolo Poli

VENERDI’ 13 - SABATO 14 GENNAIO 2012
IL MARE
di Paolo Poli da Anna Maria Ortese
regia di Paolo Poli
con Paolo Poli  e con Mauro Barbiero, Fabrizio Casagrande, Alberto Gamberini, Giovanni Siniscalco
Produzioni Teatrali Paolo Poli
I racconti di Anna Maria Ortese, composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni trenta ai settanta, riflettono sorprendentemente la complessa personalità dell’autrice. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l'infanzia infelice, ma luminosa, l'adolescenza insicura, ma traboccante, l'amore sfiorato, ma mai posseduto, figure e figurine di una italietta arrancante nella storia dove le canzonette fanno la parte del leone.
IL MARE

Reggio Emilia Blackbird a fine Gennaio

BLACKBIRD

di David Harrower, traduzione di A. Serra
con Massimo Popolizio, Anna Della Rosa
regia Lluis Pasqual

TEATRO ARIOSTO
Venerdì 20, sabato 21 gennaio ore 20.30
domenica 22 gennaio ore 15,30

di David Harrower
traduzione Alessandra Serra
regia Lluís Pasqual
scene Paco Azorin
costumi Chiara Donato
luci Claudio De Pace
con Massimo Popolizio e Anna Della Rosa e con Silvia Altrui
produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Lo spettacolo non consigliato ai minori

Blackbird è un testo dalla forza straordinaria. Scritto da David Harrower – classe1966, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese – è messo in scena da Lluís Pasqual. Un uomo di quasi sessant’anni e una ragazza di neanche trenta sono chiusi in una stanza. Lei lo aggredisce, verbalmente e fisicamente, rinfacciandogli di averla abbandonata anni prima. Già, ma quanti anni prima? Quanti anni aveva, Una, quando è stata con Ray?
“Mettere in scena Blackbird”, spiega Pasqual, “significa portare in evidenza un tema che tutti conosciamo e unanimemente condanniamo. Qui è calato nella quotidianità di due persone; lo guardiamo in modo più profondo, al di fuori di ogni significato scandalistico. Studiamo le conseguenze che una frattura del sentimento ha avuto su due vite”. Il linguaggio teatrale diventa lo strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e purtroppo spesso taciute. Così, attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, i protagonisti. Una discesa negli inferi dell’animo umano, che dell’animo umano prova a svelare le ombre, le mille paurose sfumature.