A pochi mesi dal debutto nazionale arriva a Modena Blackbird, testo di straordinaria forza scritto da David Harrower, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese, e diretto da Lluìs Pasqual, uno dei maestri della scena internazionale.
Prendendo spunto da un caso che fece scandalo sui giornali nel 2003, Harrower si sofferma ad analizzare la psicologia di un uomo di maturo, Ray, che coltiva una relazione illecita con una ragazzina di nome Una, finendo in prigione per questo. La storia si scopre a poco a poco attraverso la ricostruzione della ragazza che, piombando un giorno nell’ufficio di Ray lo costringe a riparlare del passato, un passato che per lei è costantemente presente, e le impedisce di avere una vita normale. La situazione è totalmente gestita da Una che esordisce con la frase “Mi hai lasciata che ero innamorata” ricordando il giorno in cui lui se ne andò lasciandola sola in una stanza di albergo senza tornare più indietro.
Una discesa negli inferi dell’animo umano, che dell’animo umano svela le mille, scioccanti sfumature. “Mettere in scena Blackbird”, spiega Pasqual, “significa portare in evidenza un tema che tutti conosciamo nella sua realtà quotidiana, per guardarlo in modo più profondo, al di fuori di ogni significato scandalistico”.
Il linguaggio teatrale diventa strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e purtroppo spesso taciute. Così, attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, i protagonisti.
CONVERSANDO DI TEATRO
Presso il foyer del Teatro Storchi
sabato 14 gennaio 2012 ore 17.30
Incontro con
MASSIMO POPOLIZIO
ANNA DELLA ROSA
e la compagnia di
BLACKBIRD
-Ingresso libero-
La commedia racchiude tre atti unici -recitati in questo allestimento da tre attori- che mostrano situazioni matrimoniali al limite del paradosso.
Ci sono due coniugi esasperati da un neonato insonne che tornano in vacanza a Venezia, nella stessa camera dove erano stati in viaggio di nozze, ed il confronto con il passato risulta comico ed amaro; quindi si passa ad un secondo ménage, in cui vive una coppia che non comunica più e nella quale la moglie si consola dialogando con il piede del marito, l'unica parte del corpo di lui che ancora mostra qualche sprazzo emotivo; nella terza scena il caos è totale, poiché marito e moglie si ritrovano ad aver invitato a cena, per errore, una coppia di amici da poco separati ed il nuovo compagno di lei: un tour de force incredibile per gli attori che dovranno interpretare più ruoli, cambiandosi velocemente ed inserendosi in un frenetico meccanismo di entrate ed uscite senza sosta, che lo stesso Frayn considerava l'aspetto più divertente della commedia.
Una pièce dinamica dunque, fatta di colpi di scena e di quadretti familiari non proprio idilliaci ma credibili, spassosi, ironici, allietati dalla naturale simpatia di due dei volti più amati del piccolo schermo.